INTERFERENZE

INTERFERENZE | Spazio INANGOLO, Penne (PE)

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di Ivan D’Alberto

Il potere delle “periferie” risiede nella possibilità di poter lavorare sul fronte della ricerca e delle sperimentazioni culturali senza dover necessariamente dar conto al “gusto” del pubblico locale, e senza porsi il  problema di un confronto diretto con le “cerimoniose” operazioni artistiche realizzate nei “grandi centri”.

Condicio sine qua non, ahimè, spesso derivante da necessità economiche (chi opera ai “margini” non sempre dispone di grandi risorse) che però il più delle volte alimenta risvolti interessanti e ricchi di stimoli.

Lo spazio Inangolo è un esempio che rappresenta molto bene tale stato: piccolo luogo espositivo con sede a Penne, comune della provincia di Pescara, che da alcuni anni porta avanti un’indagine legata alla video arte.

I responsabili di questo spazio sono Francesco Toppeta, Alessandro Rietti e Francesco Di Bernardo i quali, dopo una partecipazione ad una rassegna video organizzata nel box milanese Visual Container, hanno deciso di fare di Penne un laboratorio di ricerca dedicato a questo linguaggio artistico.

L’operazione a quanto pare funziona e, ad oggi, Inangolo vanta in attivo diversi appuntamenti espositivi che hanno messo in luce le qualità  e il livello di molti video artisti locali e nazionali.

Interferenze è l’ultima “scommessa” messa in atto dal collettivo; una rassegna composta da nove video realizzati da artisti provenienti da tutt’Italia.

I lavori sono stati selezionati da una delle massime esperte del settore, Alessandra Arnò, artista e responsabile dello spazio milanese Visual Container.

Gli autori coinvolti sono Patrizia Bonardi, Anita Calà, Rita Casdia, Silvia De Gennaro, Elisabetta Di Sopra, Francesca Manetta, Igor Imhoff, il collettivo Di Bernardo  Rietti  Toppeta e la stessa Arnò.

La compilation dà vita ad una sequenza video eterogenea, fatta di tante sfumature, dove però è possibile individuare un filo rosso comune cha va dalla denuncia di un malessere sociale al senso di smarrimento prodotto dalla routine della vita quotidiana.

Francesca Manetta si muove su una linea estetica più vicina al mondo della comunicazione pubblicitaria e del fashion style.

Partendo dalla fiaba di Hans Christian Andersen “Scarpette Rosse” l’artista elabora un video in cui la protagonista diventa una sorta di madrina dell’arte; testimonial di un linguaggio che trae forza da passioni profonde frutto di incondizionati processi subliminali.